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Alla ricerca della doppietta: i numeri per la riconferma di Dzeko capocannoniere

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roma - sampdoria dzeko

Con l’inizio del campionato, è ripartita anche la caccia al titolo di capocannoniere. Seppur di nessun valore se non ai fini statistici, i bomber di razza si sfidano a colpi di gol per prendersi lo scettro: d’altronde, l’essere cannibali è la loro forza, ma soprattutto quella della loro squadra. Edin Dzeko, con una straordinaria stagione, l’anno scorso si è preso il trono dei gol. 29 marcature in campionato che gli sono valse il primo posto in questa speciale classifica. Ora tutti rincorrono i suoi numeri: l’attaccante a essere partito meglio è di gran lunga Paulo Dybala, con i suoi 10 gol nelle prime 7 partite di campionato, conditi da due triplette. Ma il bosniaco giallorosso non è andato così peggio, grazie alle sue 7 marcature in 6 match, visto che non si è giocata Sampdoria-Roma.

Cosa serve per diventare capocannoniere? Quanti gol deve fare un attaccante per diventare il re dei bomber? Beh, le statistiche elaborate dal team di Bwin Scommesse Sportive dicono che in Serie A la media, nell’ultimo decennio, è stata di 26.9 reti a stagione. Naturalmente i dati riportano un valore intermedio che non sempre corrisponde alla realtà.

Negli ultimi due anni, infatti, non sarebbero affatto bastati 27 gol, arrotondando per eccesso: oltre ai già citati 29 di Dzeko, due anni fa arrivarono i 36 di Gonzalo Higuain, numero irripetibile, il più alto nella storia dei marcatori italiani. Nel 2014-2015, invece, i bomber furono due a pari merito: Mauro Icardi e Luca Toni, a quota 22. Anche in Germania la media è di 26.9, mentre in Inghilterra e Francia è leggermente più bassa (rispettivamente 26.6 e 26.5). Fuori quota, invece, il dato riguardante La Liga, effettivamente un po’ drogato dalle prestazioni di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Per diventare capocannoniere in Spagna, infatti, servono la bellezza di 38.5 gol in una singola stagione.

Quando bisogna sbloccarsi? Di solito, il capocannoniere ha un inizio di stagione brillante. L’80% dei bomber dell’ultimo decennio si è sbloccato entro le prime 3 giornate. Da questo punto di vista, Edin Dzeko è stato molto prolifico: 7 gol in 6 partite sono un viatico importantissimo: anche l’anno scorso segnò subito, alla prima giornata contro l’Udinese, ripetendosi poi alla terza con la Sampdoria.

La statistica dice che solo 1 capocannoniere su 9 non si è sbloccato nei primi 4 incontri, ma ci sono anche delle straordinarie eccezioni. In Italia ricordiamo Ciro Immobile, che nel 2013-2014 trascinò il Torino a una inaspettata Europa League con le sue 22 reti, ma dovette aspettare 7 giornate per trovare il primo gol in maglia granata. Gli ultimi re dei marcatori “tardivi” sono stati Zlatan Ibrahimovic ed Harry Kane nel 2016-2017: lo svedese si sbloccò con la maglia del PSG alla settima giornata, arrivando a segnare 38 reti stagionali, così come Harry Kane, che però ne mise a segno “solo” 25. Quelli che, invece, hanno vinto la classifica segnando più tardi possibile sono stati Cristiano Ronaldo e Mario Gomez, rispettivamente nelle stagioni 2007/2008 e 2010/2011, che hanno griffato per la prima volta dopo ben otto giornate.

Meglio iniziare o finire bene?  Un ottimo inizio di campionato, ovviamente, non è tutto. Partire col piede sull’acceleratore è ovviamente importante per mettere le cose in chiaro e avere il giusto apporto psicologico, ma le classifiche capocannonieri si decidono nel finale. Sommando i gol dei bomber nell’ultimo decennio, la statistica parla chiaro: nelle prime 5 partite si sono segnati addirittura 100 gol in meno rispetto agli ultimi 5 match. Insomma, durante il finale si scatenano gli attaccanti e si assestano gli ultimi colpi decisivi per la vittoria. Da questo punto di vista, l’anno scorso Dzeko fu decisamente simmetrico: nei primi e negli ultimi 10 match del campionato, mise a segno 10 gol. La Roma e il bosniaco si aspettano che possa continuare a insaccare il pallone per puntare a grandi obiettivi.

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