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Bruno Conti: Facemmo di tutto per prendere Verratti

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bruno conti

L’intervista di Bruno Conti alla trasmissione Sky Football Night.

Chi è più forte tra Messi e Ronaldo?
Sono due grandi, che bene o male fanno bene al calcio. Zio (Bergomi, ndr), ti ho visto impacciato! Ho visto Ambrosini più sciolto… (ride, ndr).

Meglio Conte o Allegri per il Chelsea?
Difficilmente la Juve manderà via Allegri, è stato bravissimo a gestire gli attaccanti. Ha fatto un grande lavoro anche nella crescita di Dybala, se qualcosa che si muove è più Conte che Allegri.

La Juventus può avere qualche speranza in più contro il Bayern Monaco?
Assolutamente sì, al di là del campionato, queste sono le partite più belle, in cui si pensa si non avere nulla da perdere, il Bayern è favorito ma la Juve ha giocatori importanti, parte alla pari e tutto può succedere.

Come vede Luciano Spalletti?
Lo vedo ancora meglio, l’esperienza che ha avuto nella Roma gli ha permesso di conoscere ambiente e squadra, ha cultura del lavoro. È un grande motivatore, in una partita così importante lui dice del 50% perché vede il lavoro settimanale. Cercare di inculcare il suo credo non è semplice, ma giornalmente e lavorando come ha fatto dall’inizio può farlo. I risultati ci stanno portando euforia, ci saranno 50mila persone, vedo i ragazzi coinvolti.

Su una foto d’annata di Spalletti, con i capelli lunghi…
Nun se po’ vede’ (ride, ndr). Non è lui, quello!.

Perché Zeman ha parlato di mancanza di cultura del lavoro?
Penso che ognuno abbia il suo pensiero, la cosa più importante è il lavoro giornaliero che Spalletti riesce a fare a Trigoria e il lavorare molto su più reparti. Con Baldini c’è la fase difensiva, lui lavora con gli attaccanti, riesce a farsi capire subito in tutte le sue esigenze, ha sempre impostato questa squadra sul campo, ha cercato di imporre il proprio gioco, la sua bravura è far sentire i ragazzi bravi, quel che cerca di recuperare è questo. In poco tempo ha fatto capire meccanismi importanti.

Spalletti ha parlato di Florenzi su Cristiano Ronaldo. Che soddisfazione dà una cosa del genere?
Non si sa se sarà così, ma Florenzi è un giocatore che sa fare quel ruolo molto bene, ha velocità, è diventato bravo in fase difensiva, se Spalletti fa giocare Florenzi su Cristiano Ronaldo avrà studiato bene la situazione.

Quanto ci metterà la tifoseria a ritrovarsi nella propria squadra?
Conosciamo la piazza di Roma, è un pubblico stupendo, la cosa più importante è che Spalletti è una persona che sa come smorzare gli entusiasmi e nello stesso tempo far capire cosa può fare la squadra. Ora è a due punti dal terzo posto, pensa di partita in partita. Ora c’è una partita di Champions, la priorità sua è preparare questa partita e sa cosa fare in campionato per far crescere questa squadra.

Il Napoli fu una tentazione per Bruno Conti?
​Non ho mai pensato di lasciare la Roma, Maradona mi abbracciava e mi diceva di andare lì. Dovevo partire per una tourneé in Nazionale, uscì questo discorso e in questo pranzo il Presidente Viola fece una battuta a mio figlio Daniele, chiedendogli dove sarei andato, e lui rispose che sarei andato al Napoli.

Nel 2000 Zidane dichiarò che Totti non era il numero 1 in Italia. Sentiva la rivalità allora?
Non è mai troppo tardi, un campione lo è tuttora, in campo ci sono questi scontri, non parliamo di Francesco Totti che è la Roma, quello che ha fatto nel calcio mondiale è insuperabile.

Verratti?
Con Spalletti la società stava organizzando di fare un’amichevole a Salerno, provammo a fare di tutto per prendere Verratti.

Bergomi?
Si è sempre allenato, ha sempre ascoltato i più grandi. Marcare Rummenigge a 18 anni non è semplice. Era tranquillo e sereno.

Tuo nipote Bruno?
Ha 14 anni. È bravino, ha un buon piedino, deve migliorare. Sta nelle giovanili del Cagliari, è mancino.

Cosa farà Bruno Conti nella Roma del futuro?
Non ci sono notizie, è importante la partita di domani, il nostro futuro viene dopo. Ho cinque nipotini.

La notte della finale mondiale?
Sono stato sorteggiato al doping con Scirea, arrivai dopo i festeggiamenti.

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