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Pallotta: Voglio tenere Pjanic, faremo solo mercato correttivo. Mi dovrete sopportare a lungo

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james pallotta

L’intervista di James Pallotta ai microfoni di Roma Radio.

Come ha vissuto il derby?
A dire il vero, per come stavamo giocando negli ultimi 3 mesi, ero abbastanza tranquillo ma nel calcio può succedere qualsiasi cosa, sapevo che eravamo preparati. Ero nervoso durante la partita, ho camminato molto. Szczesny ha fatto qualche grande parata, poi Florenzi e Perotti alla fine sono saliti in cattedra e alla fine abbiamo conquistato una vittoria importantissima. Siamo un gruppo forte e lo sapevamo, mancava soltanto la persona giusta per guidarla. Sono contento per la rete del 2-0 di Dzeko, meno male che c’era lui su quella palla vagante con la sua stazza, magari a un giocatore più piccolo sarebbe arrivata alla vita e non avrebbe segnato, siamo fortunati ad avere un giocatore come lui. Credo sia stato un bel gol e questo ha reso le cose più semplici. Sono contento per quello che sta facendo la squadra. Non amo leggere i giornali ma qualche volta è inevitabile: è sorprendente vedere, quasi su base quotidiana, come si dica che la Roma vuole vendere questo giocatore o quell’altro giocatore vuole andarsene, o che il Chelsea o chi per loro vuole prendere quel giocatore. Parliamo ogni settimana delle operazioni sportive della società, ne abbiamo parlato anche l’ultima volta che ero a Roma e non crediamo ci siano così tanti cambiamenti da effettuare. Abbiamo molti giovani validi che stanno arrivando o che torneranno. Ce ne sono molti, che si tratti di Ponce, di Sanabria, di Sadiq o di Paredes o Nura. Basta guardare al talento che abbiamo: altri giocatori stanno uscendo dalle giovanili, dove stanno migliorando molto. Non abbiamo molti spazi da riempire, ci sono dei giocatori che ci sono stati prestati che vorremmo trattenere. Ci sono persone che ogni giorno parlano di Pjanic, del fatto che vuole andare via. È davvero assurdo. Personalmente non ho alcun interesse nel voler vendere Miralem, è una cosa stupida, io voglio che faccia parte di questa squadra, anche lui lo vuole, è un grande gruppo, c’è un grande allenatore. Credo che tutte queste chiacchiere siano dannose perché magari i giocatori pensano che sia il nostro punto di vista, quando invece non parliamo minimamente di queste cose. E quando si parla delle decisioni della società, dicendo “sì, hanno deciso che…” è ridicolo! La mia decisione è: voglio che Miralem resti alla Roma. E questo vale anche per gli altri, non ne parliamo tra di noi e io non voglio parlarne. Anche solo parlarne fa molto male alla squadra, sono stanco di queste voci. Mi piace moltissimo quello che stiamo costruendo. Se fino ad ora abbiamo commesso qualche errore, a livello collettivo, è stato cambiare troppo la rosa ed effettuare troppe operazioni di mercato. Nei primi due anni però abbiamo dovuto farlo, Sabatini ha fatto un ottimo lavoro e abbiamo fatto enormi progressi, visto che avevamo ereditato, per quanto molti non vogliano riconoscerlo o ammetterlo, una situazione economica complessa e per questo motivo abbiamo avuto dei problemi con la UEFA. Abbiamo capovolto la situazione, c’è ancora da lavorare, ma sono contento del fatto che abbiamo delle ottime basi e dobbiamo semplicemente aggiungere un paio di tasselli, principalmente per via dei giocatori in prestito. Potrei andare avanti all’infinito ma so che dovete tradurre. Comunque, sono molto contento della situazione in cui ci troviamo. Sono contento di quello che sta succedendo a livello di stadio.

Per chiudere la questione relativa mercato comprare e vendere fa parte del gioco. Ma il concetto chiave è la fiducia. I tifosi della Roma devono poter fidarsi del lavoro che si sta facendo.
Come detto, credo che nei primi anni avevamo tanto lavoro da fare. Abbiamo preso tanti giocatori forti ma alcuni abbiamo dovuti venderli per via delle direttive della Uefa e non c’era possibilità di scelta. Una delle cose che ho imparato è che le trattative e la contabilità nel calcio sono completamente diversi rispetto alla contabilità tradizionale, nello sport almeno. Forse un altro ambiente in cui c’è una contabilità un po’ particolare è quello del cinema. Ma siamo sulla strada giusta. Da questo punto di vista è stato importante il lavoro svolto da Bruno Conti, Ricky (Massara, ndr), insieme ad Alex Zecca con queste Academy negli Stati Uniti, che considero tra le migliori. Ora stiamo cercando di ampliarla anche in altri paesi. Credo che al momento abbiamo il miglior programma dedicato alle Academy calcio negli Stati Uniti grazie a quello che ha fatto Alex negli ultimi due anni. Bruno ha lavorato molto assieme ad Alex e gli altri per creare un programma valido non solamente negli Stati Uniti ma anche in altri paesi. Negli ultimi mesi abbiamo fatto molti cambiamenti, a livello di scouting stiamo lavorando molto bene, il mio obiettivo è far diventare Roma il miglior luogo dove poter crescere talenti in Italia. Quindi, vorrei davvero che le cose potessero cambiare da un momento all’altro. Il mio rammarico è per quelle 11 partite di fila del girone d’andata in cui non abbiamo raccolto molto. Credo fosse assurdo visto il talento che avevamo in campo, quindi questo dimostra ancora una volta come fosse un problema mentale. Se avessimo conquistato almeno quattro vittorie di quella serie, cosa possibile visto come gioca la squadra, avremmo otto punti in più e la situazione sarebbe certamente diversa, avremmo quasi gli stessi punti della Juventus. Se giocando in questo modo ne avessimo vinte sei o sette di quelle partite, cosa più che possibile visto quello che sta mostrando la squadra, saremmo primi. E questo è frustrante. Ma cerco di guardare al futuro e non potrei essere più felice riguardo a come stanno andando le cose a Trigoria in questo momento. Sto parlando del processo in atto, che è molto importante, non solamente per quanto riguarda la prima squadra ma anche per quanto riguarda la Primavera, dove De Rossi sta facendo un lavoro eccellente. Era ridicolo sentire persone un paio di mesi fa che dicevano “la proprietà non vuole Bruno Conti” e cose del genere. Gli abbiamo creato un nuovo ruolo, che era più importante per la Roma, facendo leva sui punti di forza di Bruno e ora Bruno sta facendo un ottimo lavoro a Trigoria con Alex e gli altri. Le cose stanno andando bene per quanto riguarda i nostri obiettivi. Ci vuole tempo. Credo che la maggior parte delle persone, magari mi sbaglio, si fidino di quello che stiamo facendo. So che c’è frustrazione. Vogliamo vincere lo Scudetto, vogliamo vincere questo e quello. Ma ci stiamo arrivando. Abbiamo commesso alcuni errori ma li abbiamo corretti. Abbiamo ancora delle cose da fare per migliorare e lo faremo. Inoltre non ho intenzione di andare da nessuna parte, mi dovrete sopportare ancora per molto, molto tempo. E ho pure uno stadio da costruire…

Un paio di mesi fa aveva detto che le piaceva il taglio di capelli di El Shaarawy. Possiamo dire ora che le piace molto di più quello che sta facendo in campo?
Assolutamente, non l’avrebbe passata liscia solo perché aveva un bel taglio di capelli! (ride ,ndr)

Aprile è il mese dello stadio
Credo che David Ginsberg (capo progetto stadio, ndr) abbia fatto un lavoro eccezionale dopo essere arrivato qui 5 o 6 mesi per risolvere i problemi che abbiamo avuto. Ci sono ancora delle questioni in sospeso che però sono risolvibili. Parliamo di un dossier di più di 800 pagine, per questo stiamo impiegando così tanto tempo. Ora dovremo presentare il progetto alla Regione. Ho avuto dei colloqui anche a Roma e penso che stiamo ricevendo un grande sostegno, è un progetto spettacolare e molto importante non solo per la città ma anche per l’Italia e tutta l’Europa. Il sostegno è molto anche da parte delle istituzioni. Ovviamente i tifosi lo vogliono, tanto quanto lo voglio io, perché penso ogni giorno allo stadio che Roma e la squadra si meritano di avere. Stiamo andando avanti. Abbiamo avuto cinque o sei giorni di incontri a Boston con architetti, persone del mondo dell’edilizia e della finanza. Ci stiamo arrivando.

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