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Spalletti: Con Totti tutto a posto, ma non è più quello di una volta

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luciano spalletti

Le parole di Luciano Spalletti nella conferenza stampa che precede l’incontro Roma – Torino, previsto per domani sera alle 20:45, riportate da Romanews.eu

“Lobont out, ieri ha subito una botta al gomito destro. Gyomber rientra in gruppo. Digne rientra in gruppo. Pjanic va valutato oggi, ma la valutazione la facciamo nel gruppo. Sia per lui che per Digne, che ieri hanno lavorato a parte. Tutti a disposizione per il resto. Pjanic ha un piccolo affaticamento agli adduttori, al pube. Ieri le sensazioni sono stati buone, ma oggi va valutato in gruppo”.

Come si spiega i 2 pareggi consecutivi? Calo di concentrazione?
“A volte ci sono momenti in cui le cose non girano bene. La Roma deve avere delle ricerche continue, nel gestire e fare la partita. Nella lotta e nel duello perdiamo le qualità, le nostre caratteristiche, in base alle scelte che ho fatto ultimamente. Ci vorrebbero dei premi quando ci sono le cose fatte bene, anche nel far girar palla, come successo col Bologna. Se non riesci a far gol gli altri si chiudono, diventa una partita più muscolare e più fisica. Su questo perdiamo qualcosa. Con l’Atalanta va fatto un ragionamento diverso. La squadra era più fisica, ma i bergamaschi sanno sfruttare la fisicità andando su quelle che sono le riconquiste dei palloni di nessuno. Il momento in cui nessuno ha in mano la situazione vede prevalere loro, davanti il loro pubblico. Hanno anche ripartenze e contropiede, su quello dovevamo stare più attenti. Non siamo riusciti a sfruttare in fondo nessuno dei ragionamenti che abbiamo fatto. Ma la Roma ha fatto delle buone cose sia a Bergamo che col Bologna. Mi aspettavo più esperienza da parte nostra sul 2-0, specie nel perdere palla. Il risultato non ci ha dato ragione. Non penso ci siano delle scorie che ci portiamo nella prossima partita. Le partite sono state fatte entrambe bene, ci sono dei momenti criticabili ed esaltabili. Abbiamo quasi vinto quella di Bergamo, andando sul 3 pari rischiando poi di vincerla andando sul 4-3”.

Dal punto di vista fisico ha visto la squadra in difficoltà? Il Torino?
“Non ho visto difficoltà dal punto di vista fisico, ma dal punto di vista degli equilibri. Se non siamo bravi col Torino corriamo lo stesso rischio. Sanno compattarsi bene in difesa ripartendo benissimo, riconoscendo la palla giocata in verticale sulle punte. Giocano a memoria lì davanti. Ventura lo conosco bene, è un maestro di calcio oltre a essere una persona eccezionale. Lui sa dare l’impronta del suo stile nelle sue squadre. Il fatto che sia in un grandissimo club come il Torino evidenzia che sa lavorare e convincere con il lavoro sul campo. A questo dobbiamo fare attenzione. Se ci riusciamo è chiaro che possiamo vincerla, ma dobbiamo essere bravi”.

La vicenda Totti è un disturbo?
“Le distrazioni sono quelle che succedono dentro gli spogliatoi, con una forza tale che distraggono. Ma non è così. Quello che succede fuori è altro. Da un punto di vista nostro è tutto a posto. Lavoriamo in funzione del Torino. non parliamo di quello di cui si è parlato negli ultimi due giorni. Ieri ci siamo incontrati mettendo a fuoco tutto. E’ chiaro che poi debbo intervenire sulle regole e sulla moderazione che debbo usare per i messaggi forti che vengono dati verso la squadra. Però è tutto a posto”.

Con Keita 25 punti su 27, senza 9 su 16. Perché è rimasto in panchina nelle ultime due? Sarà difficile sostituirlo qualora non dovesse rinnovare?
“Io debbo moderare i messaggi che devono esser mandati alla squadra. Tu vuoi dire che con Keita si rende di più e gli altri non contano, ma non è vero. La squadra e i suoi risultati non dipendono da un giocatore. Mi rifaccio anche a quello che è venuto fuori di Totti dopo il terzo gol. Quando mi viene posto il messaggio, che deve assorbire la squadra, che abbiamo pareggiato solo per Totti o che vinciamo per Keita, io questo lo devo moderare tutto, perchè non è giusto. Ci sono altri giocatori che sanno giocare come Seydou, ci sono giocatori che possono fare il gol di Totti. Ci sono contrasti, palle riconquistate, scivolate, e poi il gol di Totti. Ma c’è anche altro, c’è una giocata di Dzeko, una di Perotti. Una palla riconquistata da Florenzi, un’entrata di Emerson e di El Shaarawy. Perché levare i meriti di una giocata agli altri e dire che dipende solo da una cosa? Non è corretto. E’ un voler distorcere la cosa che è successa, un voler spostare i meriti a uno o all’altro. Questo non lo accetto e sono attento anche a questo”.

Quando la squadra ha iniziato a funzionare ha parlato Totti. Poi ha parlato Sabatini. A Bergamo siete stati tutti nervosi. La Roma soffre d’autolesionismo?
“Sono cose che possono succedere. Ogni tanto bisogna intervenire, tutti i giocatori sono importanti. In funzione di una crescita, di un mettere a posto, di dare un messaggio. Nell’intervenire si commettono degli errori, si fanno delle scelte sbagliate per obiettivo o tempistica, ma il giorno dopo ci si accorge con più facilità, quando c’è meno nervosismo, delle cose avvenute. Per raggiungere quel che è stato tracciato, ci sono le regole e i principi, e si pensa alle vittorie della Roma. Quello è l’obiettivo finale”.

Si parla solo di Totti, ma così si disperdono attenzioni a squadra e a famiglia. A chi faceva riferimento?
“Totti è uno di quelli che ha fatto la storia della Roma. Io tento, come già detto, di trovare altri 4-5 Totti perché mi ci vogliono per avere una squadra sempre più forte. Voglio farli crescere. Quando mi chiedi a chi mi riferisco è un discorso che riguarda lo spogliatoio e lì resta. A cosa mi riferisco? Alla testa. Lì bisogna avere poche cose. Abbiamo 24 ore, tu devi dormire 7-8 di quelle ore, passarne altre 3-4 in allenamento e poi avere attenzioni. Altrimenti le fette diventano più strette. E c’è bisogno di attenzione, perchè se riguardo il primo gol preso a Bergamo è quello che ci frega. Siamo disattenti, allora richiamo la squadra perché fa parte del mio lavoro. Mi hanno chiamato per questo, per far rispettare le regole, i principi e far vincere le partite. Tutte non le abbiamo vinte ma qualcuna sì, si tenta di andare verso quella direzione lì. Anche se leggo di qualche ‘sbandata’, anche se abbiamo forte il volante in mano”.

Lei ha detto che Roma è un posto eccezionale per lavorare. Lo è ancora? O è diventato difficile farlo pensando a Dzeko e all’ambiente che lo contrappone a Totti?
“Non ho parlato di ambiente, dico che c’è qualcuno che li contrappone. L’ambiente per me rimane uguale. The Roma Way uguale (ride, ndr). Dove sembrava fosse tutto all’aria, mi sono alzato un’ora prima e sono venuto un’ora prima a lavorare. Mi trovo bene nel mio ambiente. Ho tentato di organizzare meglio. Se è venuto fuori un problema devo organizzare meglio quello che questo ambiente eccezionale mi mette a disposizione”.

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