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Le pagelle della stagione 2016/2017

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totti as roma

Ed ecco i nostri voti di fine stagione.

Wojciech Szczesny – 8: Fortemente ri-voluto da Spalletti, il portiere polacco si fa trovare poco pronto nella sfida di ritorno contro il Porto. Il suo rendimento però è altissimo e sarà l’unica macchia di una stagione particolarmente attenta.
Password sicura.

Alisson – 7.5: La Bestia come definito dal Presidente Pallotta dimostra un’ottima tecnica. Impiegato come portiere di Coppa, l’estremo difensore brasiliano fa emergere le sue doti nonostante le poche presenze. Il prossimo anno, salvo sorprese, sarà lui a difendere i pali giallorossi.
Portiere di notte.

Bogdan Lobont – s.v.: Il portiere rumeno non viene mai impiegato in tutta la stagione, eccetto in qualche amichevole.
Chi l’ha visto?

Antonio Rudiger – 8: Passa i primi mesi a vedere la squadra dalla tribuna a causa di un grave infortunio che lo costringe a saltare anche gli Europei. Appena è pronto Spalletti lo fa entrare in campo per poi non uscire più: centrale o terzino per lui non cambia niente, il rendimento è altissimo. Lulic lo insulta brutalmente dopo un derby ma lui se ne infischia e continua a correre.
Ex-venditore ambulante ora fenomeno.

Juan Jesus – 6: Vorremmo dargli un po’ della sufficienza, ma forse sarebbe troppo anche se il 6 sembra troppo poco. Arrivato in ritiro già iniziato il difensore ex Inter ci mette un po’ per ambientarsi ma fa meno danni del solito.
Pragmatico.

Bruno Peres – 5: Finalmente un terzino come si deve. Così si pensava. Il brasiliano sembra il lontano parente di quello visto a Torino. Troppi errori in fase difensiva. Spalletti lo sposta in attacco quando Salah è in Coppa d’Africa giusto per sfruttare la velocità, ma i risultati sono poco incoraggianti.
Bruno Piris.

Thomas Vermaelen – 4.5: Un altro acquisto che serviva a puntellare la difesa, ma le condizioni fisiche di Verminator sono decisamente rivedibili. Bastano i primi 45′ col Porto per capire che non sarebbe il caso farlo continuare a giocare, ed è solo la prima partita. Mette nei guai la Roma praticamente in quasi tutte le poche gare in cui scende in campo.
Obsoleto non vecchio. 

Moustapha Seck – s.v.: Il grande sgarbo di Sabatini alla Lazio. Il problema è che fa più danni della grandine e durante un allenamento distrugge Mario Rui mandandolo ai box per 6 mesi. Una sola presenza in Europa League poi il prestito in B.
Seckatore.

Federico Fazio – 8: Con un cognome così puoi presentare solo. E invece no. Il “Comandante” entra una volta in campo e si prende le chiavi della difesa, butta dentro qualche gol e azzoppa chiunque passi sotto tiro (vedasi nel derby).
Battagliero.

Mario Rui – 5.5: Acquistato dopo una bella stagione passata all’Empoli, il piccolo portoghese sembrerebbe l’innesto ideale per la fascia sinistra. Poi Seck decide di sfasciargli i legamenti e Rui perde il posto a causa dell’incredibile esplosione di Emerson Palmieri.
Frecciarotta.

Emerson Palmieri – 8.5: Spalletti stravede per lui già dalla fine della stagione precedente: sarà la sorpresa della stagione, nonostante un cartellino rosso nella sciagurata gara contro il Porto. Si guadagna la pagnotta facendo scorribande sulla fascia, si inventa un gol straordinario che apre le danze contro il Villareal e viene chiamato nella Nazionale Italiana. Si sfascia i legamenti nell’ultima gara di campionato.
Er fijo der Puma.

Kostas Manolas – 7.5: Le voci di mercato di inizio anno lo infastidiscono ed è nervoso come se fosse in fila alle Poste. Nonostante tutto è uno dei pilastri della difesa giallorossa. Forma con Fazio una diga impenetrabile.
Colonna greca.

Radja Nainggolan – 9: Per il centrocampista belga sono finiti gli aggettivi. Corsa, grinta, gol e cicchetti. Un video e qualche parola di troppo in condizioni pietose non gli rende onore. Poi la sera dopo dormirà nel lettone con Spalletti.
Su la cresta.

Leandro Paredes – 7: Corteggiato a lungo dalla Juventus, il numero 5 cresce a vista d’occhio e si prende una bella fetta del centrocampo per far rifiatare i colleghi. Stecca la gara con l’Atalanta, ma è solo un piccolo neo in una stagione più che appagante.
Pare che ce sta!

Kevin Strootman – 7.5: Finalmente si rivede la Lavatrice dopo gli infortuni che gli hanno minato parte dell’avventura in giallorosso. Dà il meglio ed il peggio nei derby: nel primo mette a segno il gol che apre il match e poi litiga con mezza squadra, nel secondo decide di lanciarsi in area con l’arbitro che gli concede incredibilmente un rigore. Si prenderà due giornate di squalifica. Sarà l’unico stop della stagione. Ha appena rinnovato fino al 2022.
Tulipano d’acciaio.

Clement Grenier – s.v.: Arrivato nel corso del mercato invernale dal Lione, il francese vede il campo col lanternino.
Lumière.

Diego Perotti – 7: Ci manda in Champions all’ultimo respiro contro il suo Genoa e già quello basterebbe per la sufficienza. Mette a segno rigori a raffica con una freddezza unica. Peccato per qualche infortunio di troppo che ne ha limitato la stagione.
Monellito.

Daniele De Rossi – 8: Azzoppa Maxi Pereira nella gara contro il Porto. Così tanto per cominciare bene la stagione. Poi però dimostra di esserci ancora e la squadra può contare su di lui. Con 4 gol nelle ultime 4 gare (anche se quello del derby non servirà a nulla) contribuisce al secondo posto dei giallorossi. Ora si attende solamente il rinnovo del contratto.
Capitan Presente.

Alessandro Florenzi – 6.5: Meriterebbe il voto più alto possibile solo per l’impegno che ci mette in tutti i ruoli del campo. Si disintegra i legamenti durante la sfida contro il Sassuolo. Fa di tutto per rientrare il prima possibile e si sfascia nuovamente. Il futuro sarà sicuramente il suo.
Capitan Futuro parte seconda.

Gerson – 5: Fortemente voluto da Sabatini, il piccolo brasiliano viene fatto giocare a sorpresa nella gara più difficile dell’anno, contro la Juventus. Il risultato è di dubbio gusto, ma la colpa non è sua. Poco pronto anche nei pochi sprazzi di gara che Spalletti gli concede.
Rimandato a settembre.

Juan Manuel Iturbe – s.v.: Spalletti blocca la cessione dell’attaccante per poterci lavorare. Poi anche lui perde la pazienza e viene ceduto al Torino. Ma anche lì fa vedere lo stesso di quello fatto a Roma: niente.
Chiamare ore pasti.

Edin Dzeko – 9: 39 gol fatti in una stagione, capocannoniere di Serie A ed Europa League. Non c’è altro da dire. Spalletti lo accusa di poca cattiveria sotto porta e l’unica pecca è che nelle gare importanti non va a segno.
Gigante buonissimo.

Francesco Totti – 6: Vorremmo dargli il 10 che ormai indossa da una vita, solo per tutte le emozioni che ci ha dato. Spalletti gli concede scampoli di partita e quando può illumina ancora la scena. Il rigore contro la Sampdoria a gara scaduta è il simbolo che il romanticismo nel calcio esiste ancora. Le sue lacrime e quelle di tutti i tifosi a casa e allo stadio a fine stagione sono il simbolo di un amore eterno.
Leggenda.

Mohamed Salah – 8: In coppia con Dzeko fa sfracelli. Trascina il suo Egitto in finale di Coppa d’Africa (perdendola) e quando torna è stanco come un cammello che ha affrontato il deserto. Ci mette un po’ per rigare dritto ma la stagione per lui è entusiasmante e condita da gol e tanti assist.
Salah quanto basta.

Stephan El Shaarawy – 7: Parte con il freno a mano tirato e con la marcia sul folle. Qualche accelerata ogni tanto e poi ingrana la quinta nel finale di stagione mettendo a segno gol pesantissimi. L’unico rimpianto? Quel pallone che sfila a un centimetro dal palo contro il Lione
Piedone l’egiziano.

Il Sommergibilista

Il Sommergibilista

Grafico, webmaster, chitarrista ed ex 'giostraro' con la Roma nel cervello. Uno strano interesse per i sommergibili tanto da essere etichettato "Il sommergibilista" dopo i numerosi messaggi mattutini inviati a Roma Radio.

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