Monchi: “Via da Roma per incomprensioni con Pallotta”

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Cinecittà World

Monchi è di nuovo DS del Siviglia. In conferenza stampa, il DS spagnolo ha chiarito il perchè del suo addio dalla Roma.

“È un giorno strano, difficile da immaginare, complicato da descrivere a parole. Ringrazio il presidente, il consiglio di amministrazione e a tutti quelli che hanno contribuito a tornare a casa. Sono stato fuori due anni, stando in club grande, che porterò sempre nel cuore come la Roma. Dopo essere stato tanti anni al Siviglia, sia come come calciatore che come DS, necessitavo di cambiare aria per una crescita mia personale. A Roma questa crescita l’ho avuta. Ho ricevuto l’offerta del Siviglia che ho accettato dal punto di vista professionale, non solo sentimentale. Lavorerò 24 ore al giorno, qui, così come facevo a Roma. Non cambio le cose che ho fatto nella Roma. Non mi pento di nessuna decisione che ho preso nei due anni”

Perché lei non è riuscito a essere Monchi a Roma? È andato via per colpa di Baldini?
“La questione del Circo Massimo è stata una battuta con un tifoso, non è giusto usarla come dichiarazione istituzionale. Sono andato via per incomprensioni con Pallotta. Continuare così non mi sembrava giusto, avevamo due opinioni differenti. Mai ascolterete mie dichiarazioni contro la Roma. Abbiamo capito che la strada era diversa, lui andava verso la destra, io verso la sinistra e abbiamo deciso di fermarci”. 

Che Monchi vedremo? L’esperienza con la Roma l’ha fatta crescere?
“In questo secondo anno i risultati non sono arrivati. Nel primo anno sì. Al di là dei risultati, lavorare a Roma mi ha fatto crescere tantissimo”.

L’ex DS della Roma ha parlato anche ai microfoni di Rete Sport: “Totti sta crescendo tanto come dirigente, la Roma con lui ha basi solide. Nonostante gli infortuni, Pastore penso possa dare ancora quello che ha dentro di sé. Con Pallotta abbiamo capito di pensarla in maniera diversa ed abbiamo convenuto fosse meglio fermarsi”.

“Io ho lavorato sempre a Roma con la fiducia del presidente e le scelte che ho fatto in ogni momento rispecchiavano quello che pensavo che fosse necessario per la Roma, condividendo tutto con il presidente stesso. Sapendo però che forse per i tifosi e per i media erano decisioni difficili da comprendere. Ma la Roma in quel momento ne aveva bisogno. Non credo che dobbiamo parlare ancora del perché io sia andato via, ad un certo punto abbiamo capito che le cose non stavano andando bene e abbiamo pensato fosse meglio fermarsi per il bene della Roma. Abbiamo capito piano piano che la pensiamo in maniera diversa”.

“Spero che i frutti del mio lavoro si vedano anche in futuro. Sono convinto che qualcosa si debba cambiare, ma è lo stesso che ho dovuto affrontare io. Pensate che abbia venduto Salah perché fossi contento di farlo? Ho dovuto vendere Salah perché in quel momento la Roma ne aveva bisogno, aveva bisogno di vendere qualche giocatore per i problemi col Fair Play Finanziario. Sono convinto che quelli che arriveranno a ricoprire il mio ruolo in futuro prenderanno delle decisioni buone per il futuro della Roma, che è una società con delle basi sufficientemente forti per andare avanti. Ha dei professionisti a livello dirigenziale come Fienga, Baldissoni, Calvo, Massara, Totti e Balzaretti. Persone capaci. La Roma ha anche una tifoseria e un peso che fanno sì sia difficile fermarsi”.

Sul motivo che lo ha spinto a non parlare prima di Porto-Roma: “Penso che in quel momento la persona che ha parlato, Totti, potesse inviare un messaggio ancora più potente. Francesco sta crescendo tantissimo come dirigente, abbiamo pensato che fosse il momento giusto per lui”. 

Su Pastore e Gonalons: “Credo che Pastore ancora possa fare quello che ha dentro di sé, è stata una stagione particolare è vero, con tanti infortuni, ma sono convinto che possa ancora fare la differenza. Per quanto riguarda Gonalons, qui a Siviglia sono contentissimo con lui. Ha avuto due infortuni brutti, ma ogni volta che scende in campo fa prestazioni di alto livello. Non è il momento però di parlare di questo, fino al 30 giugno è un giocatore del Siviglia e poi si vedrà”. 

Un messaggio ai tifosi della Roma: “Mi dispiace che le cose siano finite così, posso dire solo che fino all’ultimo momento ho sempre sentito il sostegno dei tifosi al di là del fatto che non tutti potevano essere contenti di me. Quella della Roma è una tifoseria grande, di un club importante”.