Allenatore Zeman Zdeněk

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    zdenek zeman asromavincipernoi
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    Nazionalità
    cze Repubblica Ceca
    Squadre passate
    Foggia, Lazio, Pescara, Roma

    Zdeněk Zeman nasce a Praga il 12 maggio 1947. Amante dello sport sin dalla nascita grazie allo zio materno Čestmír Vycpálek, ex giocatore ed allenatore sulla panchina della Juventus dove vinse due scudetti, Zeman praticò hockey su ghiacchio, pallanuoto e pallamano.

    Nel 1968 si trasferisce in Italia per le vacanze estive, ma con lo scoppio dell’insurrezione politica conosciuta come Primavera di Praga, decide di restare nella penisola. Inizia la carriera da allenatore nelle categorie minori, sulle panchine di Cinisi, Bagicalupo, Carini, Mislimeri ed Esakalsa.

    Dal 1974 al 1983 approda alle giovanili del Palermo: in quegli anni si laurea all’ISEF e prende il patentino da allenatore a Coverciano. Nel 1983 passa al Licata dove conquista la promozione in Serie C1.

    Nel 1986 viene ingaggiato dal Foggia ma dopo 27 gare viene esonerato. Passa al Parma in Serie B, dove nel precampionato vince per 2-1 contro il Real Madrid. Ma l’esperienza in terra emiliana dura qualche mese e viene esonerato. Torna in Sicilia al Messina: chiude all’ottavo posto, lanciando titolare Salvatore Schillaci, che diventerà capocannoniere della competizione.

    Il Foggia, neopromosso in B, crede ancora in lui e lo ingaggia nuovamente nella stagione 1989/1990. Nasce il Foggia dei miracoli che stravince la Serie B con il miglior attacco e mette in rampa di lancio calciatori come Francesco Baiano, Giuseppe Signori, Roberto Rambaudi (i 3 comporrano “Il trio delle meraviglie”) Luigi Di Biagio, Francesco Mancini, Igor Salimov e Igor Kolyvanov. In tre stagioni in Serie A ottiene due volte il nono posto e un undicesimo posto, sfiorando anche la qualificazione in Coppa Uefa.

    Nel 1994 viene ingaggiato dalla Lazio dove ritrova Signori e acquista Rambaudi: per buona parte di campionato si contende il primo posto, ma dovrà accontentarsi della seconda piazza. Nella seconda stagione centra il terzo posto, mentre il terzo anno viene esonerato. Nell’esperienza laziale lancia giocatori del calibro di Alessandro Nesta, Marco Di Vaio e Pavel Nedved.

    Nell’anno 1997/1998 Franco Sensi gli affida la panchina della Roma: la stagione precedente fu un mezzo disastro e serviva un calcio ricco di gol per dare entusiasmo alla piazza. Zeman era l’uomo giusto e la Roma centra il quarto posto. Sugli scudi TottiDelvecchio. L’anno successivo i gol non mancano ma arriva solo quinta e non viene confermato sulla panchina giallorossa.

    Viene ingaggiato dal Fenerbahce ma dopo tre mesi si dimette e torna in Italia al Napoli. L’esperienza partenopea dura pochissimo e viene esonerato. Scende di categoria e allena la Salernitana dove resta per due anni prima di trasferirsi all’Avellino dove lancia Antonio Nocerino e Vitali Kutuzov.

    Nel 2004/2005 torna in Serie A sulla panchina del Lecce dove riesce a salvarsi grazie a giocatori come Mirko Vucinic, Valeri Bojinov e Marco Cassetti. Il club salentino fa registrare solo un gol in meno rispetto alla Juventus campione d’Italia. Non verrà rinnovato e si trasferisce al Brescia per le 11 gare restanti. Non centra i play-off e lascerà la panchina biancoblu.

    Nel 2006 torna sulla panchina del Lecce, dove lancia Pablo Osvaldo e Giuseppe Vives, ma i risultati sono pessimi e viene esonerato a fine dicembre.
    Si trasferisce alla Stella Rossa Belgrado ma l’esperienza dura pochissimo a causa di polemiche con la dirigenza oltre che risultati pessimi.

    Torna di nuovo sulla panchina del Foggia ma dopo un sesto posto, con il lancio di giovani come Lorenzo Insigne e Marco Sau, si dimette a fine stagione per non aver raggiunto i play-off.

    Viene ingaggiato dal Pescara dove centra la promozione in Serie A dopo 19 anni. La squadra abruzzese mette a segno 90 gol grazie a giocatori come Ciro Immobile, Lorenzo Insigne, Marco Verratti.

    A luglio 2012 viene ufficializzato il ritorno alla Roma: come nel 1997, i giallorossi vengono da una bruttissima stagione e Zeman viene ben accolto dalla tifoseria giallorossa. I limiti tecnici dell’allenatore boemo, specialmente sulla fase difensiva, emergono clamorosamente nel periodo giallorosso. Dopo una clamorosa sconfitta interna contro il Cagliari viene esonerato e al suo posto subentra Aurelio Andreazzoli.

    Proprio il Cagliari gli offre la panchina nell’anno successivo ma eccetto qualche buona prestazione, l’esperienza sarda dura poco. Gli subentra Gianfranco Zola, ma poco prima di fine stagione viene nuovamente richiamato sulla panchina isolana. Ma dopo altre 4 sconfitte consecutive si dimette.

    Passa così al Lugano, neopromossa nella Super League svizzera. La porta al 9° posto ed in finale di Coppa, persa contro lo Zurigo. Dopo un anno si dimette per problemi con la dirigenza.

    Torna nuovamente sulla panchina del Pescara al posto di Massimo Oddo, ma la squadra retrocede con 5 gare di anticipo. Resta anche nella stagione successiva ma viene nuovamente esonerato il 4 marzo 2018.