Stagione 2015/2016

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La Roma si rifà il look e piazza i colpi Szczesny, Digne, Rudiger, Dzeko, Iago Falque e Salah. Sul fronte cessioni vengono ceduti a titolo definitivo Romagnoli e Bertolacci al Milan ricavando ben 45 milioni di euro; Astori non viene riscattato, l’eroe del derby Yanga-Mbiwa va al Lione per 10 milioni e Destro va al Bologna per 6.5 milioni. I rinforzi in attacco non fanno i complimenti e la Roma vola, specialmente sulle fasce con Salah e Gervinho, mentre Dzeko (dopo il gol alla Juventus) fatica a trovare la via del gol. Col Sassuolo, Totti firma la rete numero 300 con la Roma. Alla nona giornata i giallorossi sono primi in classifica, ma il primato dura solo due gare e dopo il tracollo contro il Barcellona (persa per 6-1) la Roma cala drasticamente. Clamorosa è l’eliminazione dalla Coppa Italia per opera dello Spezia, che fa vacillare la panchina di Garcia. Nonostante ciò, con una buona dose di fortuna, la Roma supera il girone di Champions League. Roma – Milan sarà l’ultima partita di Garcia sulla panchina della Roma: il pareggio non viene digerito dal presidente Pallotta e decide di sollevare il tecnico. Al suo posto viene ingaggiato Luciano Spalletti. Nella sessione invernale di mercato viene ceduto Gervinho all’Hebei CFFC, Iturbe in prestito al Bournemouth e Doumbia al Newcastle, mentre vengono acquistati Zukanovic, Perotti ed El Shaarawy. La squadra è al 5° posto ma la mano del tecnico toscano si vede e la Roma ricomincia a macinare gioco e vittorie.
In Champions League però soccombe al Real Madrid, patendo una doppia sconfitta per 2-0 che la costringe ad uscire agli ottavi di finale. Verso il finale di stagione si fa sempre più pesante la diatriba tra Spalletti e Totti: il numero 10 è stufo di finire sempre in panchina o essere impiegato solo nei minuti finali, così il tecnico decide di mandarlo in tribuna. Contro l’Atalanta è proprio Totti a salvare il risultato e contro il Torino, soli 3 giorni dopo, mette a segno una doppietta in poco più di 2 minuti, mandando in visibilio i tifosi e prendendosi una rivincita morale sul tecnico. La Roma chiude la stagione al terzo posto.